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Le feste non si discostano molto dalle tradizioni siciliane. Semmai, mentre nell'isola seguono una loro evoluzione naturale, in Tunisia rimangono fedeli agli usi ottocenteschi, così come si erano fissati all'epoca dell'emigrazione. La coesione del gruppo permette inoltre di mantenere questa fedeltà nel tempo.

Di seguito vengono illustrate alcune feste tradizionali inerenti il gruppo siciliano. E' chiaro che non tutto è stato ancora raccolto, sia per questo gruppo che per gli altri. Pertanto chi volesse inviare materiale e testimonianze, ci scriva!

La festa di San giuseppe Si tratta di una festa ad alta partecipazione comunitaria: tutti infatti collaborano con la famiglia organizzatrice contribuendo economicamente o con doni di natura alimentare (in particolare uova, farina, olio, zucchero). Chi decide di organizzare un "San Giuseppe", lo fa per una promessa particolare fatta al santo o per grazia ricevuta.

I partecipanti alla recita sono tre e vengono scelti fra i membri più poveri della comunità: un uomo anziano che rappresenta San Giuseppe, una fanciulla molto giovane (a garanzia di verginità) per la Madonna, e un bambino sotto i dieci anni per Gesù. Il rituale inizia verso le undici del mattino quando arrivano i tre "santi" accompagnati da tutta la comunità che li segue in una processione informale. Si fermano davanti alla porta chiusa della casa in cui è organizzata la festa e bussano. Il dialogo che segue fra i personaggi si ripete identico di anno in anno:

Chi è?
Siamo tre poveri orfanelli
Non c'è posto

I "santi" fanno il giro della casa e bussano una seconda volta. Si ripetono le stesse parole con lo stesso risultato. Al terzo giro, cambia il dialogo:

Chi è?
Siamo Gesù, Giuseppe e Maria.
Entrate tutti in casa mia!

Le porte si spalancano fra le manifestazioni di gioia dei presenti, i "santi" vengono invitati ad entrare. La tavola è imbandita come un altare: la tovaglia è bianca e ricamata; vi sono deposti sopra alcuni pani che rappresentano simboli religiosi. I "santi" si siedono a tavola e vengono serviti di ogni portata (se ne contano in media una quarantina, tutte rigorosamente vegetariane).Tutto ciò che non viene da loro consumato è distribuito alla folla che rimane fuori dalla porta. Alla fine della giornata, tutto quello che avanza verrà offerto ai tre "santi". Il rituale, con pochissime variazioni, si ripete di anno in anno, sempre uguale a se stesso. Se in Sicilia si è probabilmente evoluto verso forme più complesse, in Tunisia rimane fedele alla sua lontana origine. Al di là del fatto strettamente religioso, questa festa possiede un forte potere aggregante proprio perché coinvolge tutta la comunità i cui membri partecipano attivamente alla sua organizzazione e alla sua buona riuscita. Ultimo fatto che accomuna tutti i partecipanti: alla fine della festa vengono distribuiti dei panini benedetti a forma di stella, ciambelline o cestini, tutti riccamente decorati, i famosi "pani di San Giuseppe" che hanno il potere di far cessare immediatamente i temporali quando se ne spezza un po', lo si butta fuori sotto l'acqua scrosciante accompagnandolo da preghiere particolari.



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